La notte del 22 marzo 1956, Anna la passa a casa sua alzata, con qualche amico fidato ma, per scaramanzia, non ha voluto preparare nessuna forma di festeggiamento. C’è un contatto telefonico con un’amica a New York che sta ascoltando la cronaca della manifestazione per radio e che ha il compito di telefonare immeditamente la notizia, positiva o negativa che sia.

Alle cinque del mattino non è ancora successo niente, Anna pensa che le cose siano andate male e che l’amica di New York non abbia il coraggio di dirglielo. E’ ora di andare a letto, gli amici cascano dal sonno. Anna si addormenta, ma dopo un po’ (sono le sette e cinque minuti, annoteranno le cronache) il telefono squilla. Anna si sveglia e corre all’apparecchio: a quell’ora il telefono non può squillare che per cose importanti. E’ un giornalista americano residente a Roma che lavora in un’agenzia e che ha appena letto il dispaccio sulla telescrivente. “Avete avuto l’Oscar. Brava!”, le dice.

"Anna è rimasta un attimo in silenzio", scrive un quotidiano italiano, "non sapeva se ridere, come sarebbe stato di prammatica, o abbandonarsi ai singhiozzi che le facevano groppo nella gola. Dopo un po’ ha risposto scandendo le parole come se parlasse a una persona molto distante: "Magnani is happy!" Voleva dire che, nella sua lunga carriera di attrice, mai si era sentita felice come in quel giorno".

Nello stesso momento Marisa Pavan, l’attrice italiana che aveva recitato accanto ad Anna nella Rosa Tatuata, teneva in mano la sospirata statuetta, che aveva ritirato per lei. Anna non fa in tempo a tornare a letto che il telefono squilla di nuovo, e poi di nuovo ancora, ininterrottamente.

Cominciano ad arrivare gli amici che hanno saputo, e i giornalisti. In un attimo la casa si riempie. Anna offre da bere a tutti, alle otto del mattino, caffè e champagne rosé, la sua pasione. Più tardi telefona Luca, che ha appena saputo. In casa si fa silenzio. “Mamma, sei la più brava!”, le dice e Anna piange, felice.

A via degli Astalli, sotto Palazzo Altieri dove abita Anna, si è formata una folla di romani che vogliono acclamare la loro Nannarella: sono massaie, studenti, muratori con il cappello di carta di giornale in testa. Sono il suo pubblico che la chiama a gran voce. Anna scende un attimo per salutarli, facendosi intravedere appena sul portone socchiuso, ma poi deve scappare, perchè i pochi polizziotti accorsi non riuscirebbero a trattenere la folla, inseguita da frasi espresse nel suo amato dialetto romanesco: “Ammazzete Nannare’ quanto sei forte!”, “Sei la mejo!”, “A Nannare’, l’hai rotti proprio ‘st’americani!”

Nannarella - Il romanzo di Anna Magnani - Giancarlo Governi


Plumcake salato. La ricetta —> http://above-all-have-fun.blogspot.it/2014/07/plumcake-con-pomodorini-basilico-e.html


Focaccia barese. La ricetta —> http://above-all-have-fun.blogspot.it/2014/06/focaccia-barese.html






matsushitathe5th:

i meant to be a casual fan but it ended up ruining my life

(Source: matsushitathefifth)